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Open target Facebook presenta la sua IPO

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(Foto: Benzinga.com)

 

E' ufficiale: dopo alcuni giorni di sapiente hype, Facebook ha effettivamente presentato la sua IPO (Initial Public Offering) alla Securities and Exchange Commission. La cifra richiesta è di 5 miliardi di dollari, e a questo punto l'entrata in borsa dovrebbe avvenire per metà maggio.

A questo punto si dovrebbero aprire dei mesi abbastanza tranquilli per la società di Zuckerberg, come osserva The Next Web: probabilmente la Timeline sarà l'ultima novità che vedremo in atto prima del balzo in borsa. 

In ogni caso, questa mossa ci consente di avere sottomano i dati più recenti relativi al social network, presentati ufficialmente insieme all'IPO: 845 milioni di utenti (di cui 483 milioni giornalieri), un fatturato nel 2011 di 3,7 miliardi di dollari (più del doppio del 2010), 1,1 miliardi di profitti netti. Il guadagno netto di Mr. Zuckerberg? L'anno scorso, un miliardo e mezzo.

Naturalmente il valore dell'IPO potrebbe cambiare prima dell'ingresso effettivo (alcuni analisti pensano raggiungerà persino i ventilati 10 miliardi); e com'è ovvio l'eccitazione fra utenti e investitori è altissima - non si vedeva qualcosa di simile dalle quotazioni di Google. La capitalizzazione globale prevista potrà raggiungere i 100 miliardi di dollari.

Al di là dei facili entusiasmi, però, il rischio della bolla è molto alto. Altre aziende web di successo come LinkedIn e in particolare Groupon non hanno affatto brillato a Wall Street: e resta lecito domandarsi - come ha fatto ad esempio Matthew Ingram - se tale mossa fosse necessaria. Dopotutto, non è che Facebook abbia così tanto bisogno di finanziamenti... E soprattutto, cosa diventerà la piattaforma dopo l'ingresso in borsa?

I tassi di crescita sono ormai rallentati, e per dare un senso agli investimenti di chi comprerà le azioni occorrerà spremere al massimo il lato advertising - che comunque, come osserva Forbes, sono ancora piuttosto bassi. Su cosa scommette allora Zuckerberg?

In un'intervista rilasciata oggi a Wired, Andrea Rangone (responsabile degli Osservatori Ict del Politecnico di Milano) la mette così: 

"Se pensiamo a Facebook come a un mega sito che guadagnerà solo con le sponsorizzazioni e con i credits sì, ragionando nell'ottica della nuova Internet valutarne il valore potenziale è praticamente impossibile. Si pensi ad Amazon: quando è sbarcato in borsa 13 anni fa ci si chiedeva come facesse un sito che vendeva a libri ad avere una quotazione simile. Ma non era solo un book shop, era una nuova piattaforma digitale che ha subito abbracciato altri settori merceologici, ha capito come sfruttare la digitalizzazione dei libri e ha lanciato l'ebook reader. Lo stesso vale per Google, continua a guadagnare tantissimo con la pubblicità online, ma è stato capace di mettere le mani sul 50% del mercato dei sistemi operativi mobili, ha comprato Motorola e si sta lanciando nel settore dei pagamenti mobili. Lo stesso farà Facebook, creerà un ecosistema al di là del singolo business. Si tratta di una scommessa finanziaria, il rischio è elevato, ma bisogna giocarselo."

Staremo a vedere.

[02/02/2012]

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