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How to do Come gestire il cambiamento privacy di Google

google_norme_privacy

(Foto: Flickr.com/photos/fredarmitage/)

Bene, è arrivato il primo marzo e con esso il tanto atteso cambiamento della privacy policy di Google. Da oggi infatti la nuova normativa unica di Mountain View è ufficialmente attiva, e con essa i cambiamenti principali che tanto hanno fatto discutere nel mese precedente.

In sostanza, ora Google potrà integrare le informazioni ottenute liberamente dall'utente e quelle raccolte tramite cookie su tutte le piattaforme della compagnia - da Gmail a Google Plus passando per YouTube e Picasa.

Il fine è duplice: il perfezionamento semantico della ricerca (i risultati dovrebbero essere meno ambigui, con maggiori dati personali a disposizione) e il proposito di una esperienza Google più interattiva (come scrive Luca dello Iacovo sul Sole24ore, "in futuro chi ha un appuntamento segnato in agenda potrebbe ricevere un avviso automatico se è in ritardo, inviato attraverso un'analisi del traffico nelle vicinanze in tempo reale che valuta la possibilità di non arrivare in orario, grazie all'unione di informazioni ricavate dal calendario personale e dalle mappe").

Ma se la nuova policy è certamente un passo in avanti in termini di semplificazione - rispetto agli oltre sessanta testi precedenti per ogni singolo servizio di Google -, non ha mancato di sollevare diverse perplessità per quanto riguarda tale gestione dei dati personali. (Ad esempio, l'agenzia francese per la privacy la ritiene addirittura contraria alle direttive europee).

Eppure, secondo una ricerca condotta da Big Brother Watch, nove persone su dieci non hanno letto il documento di Google, nonostante esso circoli da diverso tempo. E il 65% delle persone coinvolte nello studio non era nemmeno a conoscenza del cambiamento...

Tutto questo non lascia ben sperare in termini di una navigazione più consapevole. Ecco allora qualche indicazione per conoscere e gestire al meglio queste nuove modalità:

1. Controllare la Dashboard. E verificare quanta e che tipo di informazione Google ha raccolto su di voi.

2. Modificare le preferenze legate all'advertising. Su questa pagina Google raccoglie i tipi di profilazione pubblicitaria che ha effettuato sulla base dei dati disponibili. Ad esempio:

categorie_google

In questo modo è possibile modificare o rimuovere le singole opzioni, o anche effettuare un opt-out generale dalla profilazione per interessi e dati demografici:

google_ad_opt_out

3. Gestire il proprio profilo. E avere il polso dei modi in cui le vostre informazioni (nome, cognome, preferenze ecc.) sono visualizzate e condivise.

4. Rimuovere la web history. Così facendo, la cronologia di ricerca passata sarà rimossa (e quella futura sospesa) in modo che Google non potrà più utilizzarla per profilare i risultati.

5. Scaricare i propri dati. Per dare un senso al Data Liberation Front, il progetto che invita a salvare altrove le informazioni presenti su Google: con il servizio linkato (Google Takeout) è possibile farlo con un paio di click. In questo modo avrete sempre una copia di tutti i dati sul vostro disco rigido: utile anche nell'eventualità che decidiate per l'opzione radicale. Ovvero...

6. Cancellarsi da Google? Già. Se proprio non volete avere niente a che fare con queste nuove regole di privacy, desiderate minimizzare il rischio filter bubble, e in generale trovate oscuro e inquietante tutto ciò che sta facendo Mountain View (alla faccia del "Don't be evil"), potete sempre cancellare il vostro profilo, smetterla di usare Gmail e Google+ e così via. E magari cominciare a sperimentare dei motori di ricerca che non tracciano, ad esempio DuckDuckGo.

[01/03/2012]

Commenti  

 
# Claudio 2012-03-05 13:56
UTILISSIMO! Personalmente ho letto ed agito di conseguenza! ;)
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