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Ogni manuale di marketing digitale tesse le lodi dell'email come mezzo commerciale economico, pratico, misurabile e remunerativo. Ma quante aziende hanno vera coscienza di queste qualità, e quante le valorizzano appieno?
Qualche dato per fare luce. Ogni giorno, secondo l'European Email Marketing Consumer Report di ContactLab, un utente dei principali paesi europei riceve all'incirca 25,2 email. Naturalmente, in alcuni casi – pensiamo solo ai manager o a chi lavora nel campo della comunicazione – questi numeri aumentano in maniera esponenziale. E se volete dare un'occhiata alla quantità di email spedite ogni giorno nel mondo, preparatevi al furioso aggiornamento continuo di WorldMeters (sezione Society & Media).
In mezzo a questa tempesta di informazioni, vi sono anche i messaggi di direct e-marketing: newsletter, bullettin, announcement list, moduli di iscrizione o conferma e simili. Quanta attenzione siamo disposti a concedere per ciascuno di essi? Il nostro indirizzo e-mail è una merce di scambio preziosa, e compito del marketer è proprio quello di trarne il massimo.
Eppure l'alfabetizzazione di questo strumento – l'insieme delle pratiche di scrittura, invio e gestione dei contatti – è piuttosto bassa in Italia. Diverse aziende (anche di grande livello) pensano all'email marketing come a un mezzo da usare soltanto perché "si deve", perché tutti lo fanno.
I risultati, molto spesso, sono deludenti: newsletter e DEM piene di errori di grammatica, immagini non visualizzate, assenza di disclaimer, invii di massa senza differenziazione, database non curati e così via.
Dare per scontato l'email come strumento di marketing – ma anche di condivisione e trasmissione di notizie, qualora non si volesse vendere nulla ma solo informare – è dunque un errore diffuso.
Pertanto, è fondamentale comprendere il valore di una corretta informazione e soprattutto delle potenzialità virali dell'email. Dalla cultura del targeting all'insieme delle best practice del settore, vi sono molti accorgimenti che consentono di valorizzare tale forma di comunicazione e fidelizzazione.
Un punto chiave da ricordare è che tramite l'email entriamo letteralmente nella casa delle persone. Di clienti possibili o semplici interessati.
Il minimo che possiamo fare è presentarci nel migliore dei modi, e dimostrare che ci prendiamo cura di loro – che si tratti di proporre un'offerta commerciale, oppure di aggiornare i contatti sulle nostre attività.
[17/01/2011]
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