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Case studies I prossimi passi di Facebook [analisi]

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(Foto: Wallpapersfor.net)

Facebook ha iniziato bene il 2012.

Mentre Google si è un po' incartata con la novità di Search, Plus Your World e ha sollevato diverse perplessità con la nuova normativa privacy, l'azienda di Zuckerberg non ha introdotto particolari novità legate alla piattaforma, ma ha annunciato la sua IPO creando parecchia eccitazione.

A questo punto è lecito cominciare a valutare le prossime mosse in attesa dello sbarco in borsa (previsto per maggio).

Alla recente conferenza Inside Social Apps di San Francisco, il product chief Carl Sjogreen ha fornito alcune indicazioni al riguardo, che possiamo integrare con altre analisi presenti in rete.

1) Timeline e Open Graph.

L'annuncio della Timeline (o funzione Diario) a metà dicembre ha scosso e diviso la popolazione di Facebook: un crimine contro la privacy o una modalità ancora più pratica d'interazione?

In realtà, gli utenti si sono abituati piuttosto in fretta - tendenza su cui Zuckerberg fa sempre affidamento, dopo qualche protesta iniziale - anche se l'attivazione definitiva per tutti i profili è ancora di là da venire. 

A questo si è aggiunto un nuovo, vero e proprio paradigma: Open Graph. L'idea di fondo è quella di fornire una narrazione sempre più fedele delle proprie vite, anche in termini qualitativi (il tipo di esperienza) e non semplicemente quantitativi (il formato-diario, la facilità di lettura di eventi remoti).

Ecco dunque l'annuncio nuove azioni social e di nuove app ad hoc, che aprono un universo oltre all'ormai paradigmatico "mi piace": "lo voglio", "l'ho comprato", "l'ho letto" e così via.

Se l'idea della "facebokizzazione del web" vi spaventava, allora siate ancora più spaventati: con questa mossa, la Timeline tenderà sempre di più all'assorbimento di ogni gesto e frammento di navigazione.

2) Advertising.

Per evitare di scoppiare come la più proverbiale delle bolle, Facebook deve dimostrare ai capitalisti di ventura e agli utenti di essere in grado di monetizzare al meglio il suo enorme parco utenti. E questo significa sostanzialmente una cosa: pubblicità.

Il tasto dolente di Facebook, però (come spiega bene l'Herald Sun) è la sua storica difficoltà a vendere annunci bene come fanno altri siti, Google per primo.

Ciò detto, la pubblicità è comunque la forma di guadagno principale di Facebook, e come sottolinea il Wall Street Journal è aumentata del 42% nell'ultimo anno, con un significativo aumento dei prezzi del 18%.

Buono, ma non sufficiente: la segmentazione degli annunci (l'autentica forza dell'adv di Google) è probabilmente la strategia chiave da seguire.

Come spiega TechCrunch, nel futuro la Timeline riporterà anche delle storie sponsorizzate in forma altamente profilata: "Invece di lasciare che i pubblicitari ci bombardino con contenuti irrilevanti basati su generici dati biografici, le pubblicità mostreranno le azioni degli amici e saranno create in base al singolo comportamento della persona".

In teoria, vista soprattutto la gigantesca mole di utenti, tutto lascia sperare per il meglio. In teoria... Visto che i più recenti test sembrano parecchio, parecchio intrusivi.

3) Giochi (e monete virtuali).

Sjogreen, alla conferenza Inside Social Apps, ha specificato che il successo dei giochi è un elemento critico per lo sviluppo della Timeline (e per gli sviluppatori dei giochi stessi, ovviamente).

Facebook ha infatti disposto un team ad hoc per assicurare che i giochi funzionino alla grande, e non è improbabile che nascano in futuro nuove azioni social legate strettamente ad essi.

Come mai? La risposta più ovvia è legata allo sviluppo di tutta la parte di revenue non pubblicitaria: ovvero i Facebook credits, la moneta virtuale della piattaforma usata quasi unicamente per acquistare proprio i giochi. Insomma, l'alleanza con la piattaforma di social gaming Zynga (se siete drogati di FarmVille è colpa loro) funziona eccome.

Dai dati rivelati durante l'IPO sappiamo che il grosso dei guadagni non legati all'adv arriva da questi pagamenti diretti: grazie ad essi l'anno scorso Facebook ha messo da parte 557 milioni di dollari.

Sono cifre impressionanti e promettenti, se si pensa che stiamo parlando di un mezzo - la moneta online - che potrà essere sfruttato per acquistare tante altre forme di beni digitali fruibili sulla piattaforma. (Se state pensando di lanciare una serie TV soltanto su Facebook, è il momento giusto).

4) Mobile.

Sempre Sjogreen: dei circa 854 milioni di persone che usano Facebook ogni mese, la metà si connette da mobile. Una risorsa incredibile, che come egli stesso ammette è stata ancora troppo poco sfruttata - ma che quest'anno verrà rimessa al centro dell'attenzione da parte dell'azienda.

Del resto, la versione ad hoc in HTML5 della piattaforma è stata lanciata solo da pochi mesi ed è passibile di numerosi miglioramenti.

Quanto all'ormai annoso problema della pubblicità su mobile, ci sono voci di corridoio per cui dovrebbe partire quest'anno: ma come abbiamo visto, forse Zuckerberg dovrebbe prima migliorare in generale le sue strategie di advertising e poi lanciarsi in un mercato così delicato.

5) Crescita.

Per finire: quanto può crescere ancora Facebook in termini di numeri bruti? L'obiettivo potrebbe essere quello di arrivare al miliardo di utenti prima del lancio in borsa: e si tratta di un obiettivo tutt'altro che inverosimile.

La penetrazione del social network è ovviamente rallentata in luoghi come l'Europa o gli USA, ma sta attecchendo rapidamente nei paesi asiatici o in Africa, dove ha ancora amplissimi margini di sviluppo.

Uno studio pubblicato da Mashable, incrociando qualche dato, punta sul mese di agosto per concretizzare la storica cifra di un miliardo. Decidete voi se è fantastico o inquietante.

[13/02/2012]

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