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Case studies Intervista a Enrico Piacentini (Siseco)

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In due parole: di cosa si occupa la vostra agenzia?

Come core business, Siseco realizza e gestisce progetti CRM. La società è nata 23 anni fa con GAT (Gestione Agenzie Telecom), che ora si è evoluto e si chiama BiCom – sempre un CRM prodotto internamente. Abbiamo più di 400 clienti che gestiscono circa 30.000 postazioni di lavoro. All'interno della società è nata inoltre una business unit che si occupa di web marketing. Prima quest'ulitmo veniva dato in outsourcing: oggi è tutto in house ed è tutto gestito a 360 gradi.

Qual è il target delle aziende che si rivolgono a voi?

Piccole e grandi: ad esempio Konica Minolta, ATM Milano, la Zecca, varie imprese di costruzioni... Il servizio web è legato anche a un telemarketing interno, con un call center che gestisce le survey. Ad esempio, per ATM Milano svolgiamo supporto per il servizio GuidaMi.

Offrite dei pacchetti di consulenza completa, o vi limitate a una singola area di intervento?

Diciamo che vendiamo pacchetti standard per quanto riguarda la lead generation. Per il piccolo artigiano con l'attività fronte strada, ad esempio, generiamo il sito e poi diamo visibilità con strumenti come AdWords. L'idea è comunque sempre rivolta alla conversione: certo il traffico è importante, ma quello cui bisogna sempre puntare è il contatto, la generazione del lead. Il business principale, però, è la gestione di contratti a progetto. Ci incontriamo con il committente, analizziamo il loro mercato e il tipo di visibilità che vorrebbero, e quindi realizziamo un lavoro ad hoc – creando soprattutto siti strumentali, in modo trasversale, ovunque funziona il web.

Nel dettaglio, effettuate consulenze di email marketing?

Sì. Lo facciamo direttamente, perché commercializziamo una piattaforma di email marketing – e quindi, o vendiamo la piattaforma con tanto di formazione, su come si costruisce una DEM, oppure gestiamo tutto noi dall'esterno. In tal caso ci affidiamo a dei partner esterni con dei database profilati; noi ci limitiamo alla realizzazione grafica.

Com'è mutata, negli ultimi anni, la richiesta della vostra clientela in termini di canali pubblicitari?

Sicuramente, sul B2C c'è stato l'ingresso robusto di tutta la parte social. Facebook, in termini sia di advertising che di gestione fan, sta portando dei risultati davvero notevoli. La competizione fra Google e Facebook è dunque solo agli inizi, e stiamo cercando di cavalcare l'onda di queste piattaforme.

Come si integrano a vostro avviso il canale offline con quello online, dal punto di vista del marketing? E' possibile trovare una sinergia fra le due scelte?

Dal mio punto di vista, tolta la parte dell'article marketing (abbiamo un'agenzia interna che cura i comunicati stampa interna e di clienti e partner), la sinergia ha una sua valenza. Per quanto riguarda invece il discorso offline puro – ad esempio la cartellonistica e così via – direi che sta lentamente morendo. Anche dal punto di vista editoriale: basta vedere i dati dell'editoria e dei giornali per farsi un'idea di come la carta stia declinando.

Se avete avuto modo di lavorare per realtà pubbliche (es. partiti, organi statali e così via), come e quanto la comunicazione del settore ha spostato il baricentro dalla pubblicità cartellonistica all'advertising online?

Assolutamente sì. Quando dobbiamo entrare in relazione con qualsiasi azienda, se guardiamo il titolare la prima cosa che facciamo è controllare la sua presenza sul web e ottenere delle informazioni direttamente fruibili. Lo stesso vale per i politici: il discorso della reputazione digitale, come dicevamo sopra, sta diventando sempre più cruciale. E lo sarà ancora di più, perché è quel sottile filo che lega il virtuale con il reale.

Qual è a vostro avviso lo stato di alfabetizzazione del marketing digitale in Italia, sia dal lato degli investitori che degli utenti?

Molto bassa. Il punto è che c'è ancora l'idea che il marketing classico, stampato, veicola l'idea del "carta canta". Stiamo investendo, in questo senso, nel fare molta formazione su partner e clienti – in modo da renderli consapevoli delle potenzialità del web per le aziende. Insomma, è quasi scontato che è "importante esserci": ma la cosa fondamentale è esserci nel migliore dei modi.

 

(Enrico Piacentini è Web Marketing Manager di Siseco).


[02/03/2011]

 

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