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Case studies I ricavi della pubblicità di Google

google guadagni pubblicità

Negli ultimi tempi si è parlato a lungo di una "guerra" fra giornali e Google. In sintesi, i primi accuserebbero il secondo di vampirizzare i contenuti di qualità da loro prodotti attraverso Google News: il timore è che gli utenti si abituino a leggere la timeline delle notizie di Google senza più andare a cercarsele sulle varie homepage dei quotidiani.

Anche per questo motivo in Germania si è preparato un disegno di legge contro Mountain View, che sarebbe obbligato a pagare un'imposta agli editori per ogni articolo ribattuto (la discussione in parlamento avverrà a fine mese).

Come spiega Serena Danna sul Corriere, però, la situazione è sfumata: da un lato Google afferma di portare 4 miliardi di click al mese ai giornali online proprio grazie al servizio News; dall'altro, i quotidiani pretendono una percentuale sui ricavi pubblicitari ottenuti proprio attraverso gli articoli linkati. Il serpente si morde la coda e sono tutti scontenti. Compresi quelli che obiettano all'organizzazione algoritmica di Google un vero e proprio valore editoriale.

Si torna sempre lì, al problema della monetizzazione di un contenuto digitale nel rispetto della sua natura intrinsecamente libera e accessibile.

Giusto oggi, a tal riguardo, giunge una notizia che mostra quanto il problema sia davvero urgente e quanto in effetti Google rischi di diventare un enorme monopolio dell'informazione: i ricavi pubblicitari dell'azienda di Mountain View hanno superato per la prima volta i quelli di tutta la stampa USA. (Questo nonostante la flessione registrata con il report trimestrale di ottobre).

L'elaborazione grafica fatta da Statista è molto chiara, e permette anche di apprezzare il crollo della pubblicità su riviste e giornali di carta dal 2007 in poi:

google ricavi pubblicitari

Ovviamente i dati si riferiscono all'intera messe pubblicitaria di Google - quella di tutto il mondo, per intenderci - mentre giornali e riviste sono, come detto, limitati al mercato statunitense. Fatta salva questa precisazione, e cercando di evitare sensazionalismi vari, si tratta comunque di un risultato notevole e che testimonia un trend preoccupante per chi è ancora legato al mondo della carta stampata.

In particolare - dato importante per il problema sollevato sopra - l'analisi di Statistica non comprende l'advertising digitale dei vari giornali. Ma già tempo fa Roy Greenslade del Guardian riteneva che, essendo questo talmente ridotto, non modificherebbe comunque la conclusione.

Se dunque pensiamo il rapporto fra Google News e giornali in termini di "partnership" (come il primo vorrebbe), risulta chiaro che si tratta di una partnership molto sbilanciata. Perché sì, senz'altro Google manda tantissimo traffico ai quotidiani. Ma sembra guadagnarci molto di più, sfruttando contenuti pagati con lavoro, denaro e fatica - e aggravando un problema che non è solo strettamente economico ma mette in gioco il più ampio problema del futuro del giornalismo e del destino dell'informazione professionale. Su carta o su bit, non importa.

[13/11/2012]

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