homepage web target

Italiano English

web and email marketing magazine

Case studies Cambio indirizzo email

cambio indirizzo email

(Foto: Rytterdesign.com)

Ci sono diversi motivi per cui si cambia il proprio account di posta elettronica: un amico ci segnala un servizio più efficiente, arriva un'email virale che ci convince a iscriverci altrove, cambiamo lavoro, cambiamo università...

L'ECOA - Email Change of Address - è dunque una delle attività più comuni per gli utenti di internet. Quantificarne il numero complessivo è impossibile, ma qualche dato relativo alle liste di email marketing può aiutarci ad avere un quadro della situazione.

In generale, il cosiddetto list churn rate (la percentuale di utenti che si disiscrivono o rimangono inattivi) viaggia attorno a 1/3 del database tipico. Lyris indica un tasso di churn rate fra il 20 e il 30% annuale. Stando a Experian, il tasso è all'incirca il 2,5% mensile - e quindi annualmente siamo lì.

Un report molto aggiornato a cura di M+R e MobileActive sottolinea un churn rate relativo ai mobile del 30.9%, in netto aumento (circa 10 punti in più) rispetto al 2009. Qui però la causa è innanzittutto la scarsa attenzione da parte dei marketer per i messaggi in solo testo o comunque adeguati ai dispositivi mobili.

In ogni caso, le percentuali sembrano più o meno coincidere per i vari settori. Naturalmente, non c'è un modo preciso di sapere se queste disiscrizioni siano dovute a un cambio di indirizzo o alla volontà di interrompere il servizio (opt-out). Ma i marketer concordano nel sottolineare come l'influsso del primo sul churn rate è molto più alto di quanto ci si aspetterebbe.

In un articolo di DirectMarketingNews, il CEO di FreshAddress - società specializzata nel recupero di account corretti - riporta che più di 50 milioni di persone cambiano il proprio indirizzo ogni anno. Se vi appare un dato troppo consistente, fate mente locale: negli ultimi 12 mesi quante volte vi è capitato di dover gestire dei casi simili, o di doverlo fare voi stessi? Sicuramente almeno una o due volte: ad esempio un collega che se ne va, un amico che passa a un nuovo provider.

Il risultato è una quantità di account inutilizzati che spesso non vengono nemmeno cancellati, né tantomeno forniti di una risposta automatica che rimanda alla nuova destinazione corretta. Nel mondo degli indirizzi postali fisici, in genere è sufficiente dare un'occhiata alla nuova versione delle Pagine Bianche. Nel mondo digitale, invece, le cose sono molto più complicate.

A questo proposito, servizi come il già citato FreshAddress o MailLocate consentono di effettuare un collegamento di indirizzi rigorosamente opt-in, e cioè per volontà dell'utente, senza incorrere in problemi di spam. Il processo è molto semplice: inserite il vecchio e il nuovo indirizzo indicandone la relazione e sottolineando che entrambi appartengono alla medesima persona. In questo modo chiunque vi cercherà sul primo riceverà una notifica con l'account corretto.

Il servizio è gratuito e con gli anni ha avuto un notevole successo.

[18/01/2011]

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Flash News
Cerca